giovedì 12 maggio 2011

Cu-cù, cu-cù, la testa non c'è più,
è ritornato Maggio al canto del cu-cù.



La giornata è perfetta! La palestra di roccia di Anduins è praticamente vuota, fatta eccezione per tre simpatici ragazzi di Marghera. Il sole splende e le temperature sono ottimali, nei boschi gli uccellini cantano beatamente mentre un cuculo fa da controcanto annunciando il definitivo arrivo della primavera.
Ci scaldiamo su "prima" come da abitudine. Contrariamente a quanto avvenuto qualche mese fa su queste stesse pareti, la recente costante scarsa frequenza con la roccia si fa sentire subito: non sono concentrato e motivato a dovere, subisco la via senza concatenare con il giusto ritmo i passaggi. Mi ritrovo così a faticare per superare passaggi ormai conosciuti che normalmente domino a piacere. La delusione viene mitigata quando affronto da secondo "geometra" di cui riesco a trovare facilmente la soluzione. Anche su l'Ucelut, via ben protetta, riesco a salire tranquillamente, pur cominciando a sentire il braccio sinistro un po' affaticato. Dario mi segue a ruota e, nonostante la lunga pedalata di ieri, dimostra sempre grande energia e capacità. Decidiamo allora di scendere per proseguire nel settore del parcheggio che vede alcuni lavori in corso per un non ben identificato edificio. Sotto la nuova tettoia di legno vediamo una piccola guida della palestra con tutti i gradi "rivisti e corretti": tutte le vie appaiano più difficili di quanto riportato in tutte le guide da me conosciute. Con questa "nuova consapevolezza" arrampico su fraidomania godendomi l'ascesa sotto un bel sole splendente. Anche Dario completa la via dichiarandosi soddisfatto per questa giornata e rinunciando ad arrampicare oltre. Io, invece, decido di non seguire il suo esempio e mi getto con troppa sicurezza su Blue moon una via che ormai conosco bene e supero ogni volta senza difficoltà, ma mi aspetta una sorpresa. Dopo aver faticato parecchio per superare il secondo balzo di roccia all'inizio della via mi ritrovo senza alcuna consapevolezza nei movimenti, senza chiarezza nella lettura della roccia e con la mano sinistra cotta. Così anche la testa si fa vincere dallo sconforto e gli spit, quello che segue e quello che precede sembrano essere sempre troppo lontani. Dopo alcuni timidi tentativi rinuncio alla contesa tra volontà e sentimento e mi arrendo, lasciando il recupero del rinvio alla cortesia di un climber cortese. Dopo aver pranzato con gusto al sole di questa giornata, salgo la via da secondo faticando non poco, anche le dita delle mani si chiudono involontariamente all'eccesso di sforzo in un principio di crampo.
La giornata è splendida, il sole brilla e la natura canta intorno a me, ma la testa, ahimè è altrove. Nonostante stia cercando di essere costante negli allenamenti a Tae Kwon Do tutti gli impegni e gli stress vari della quotidianità fiaccano la mia concentrazione, l'entusiasmo e le mie capacità atletiche. La primavera è puntuale all'appuntamento, ma io sono tremendamente in ritardo...

GALLERIA FOTOGRAFICA

0 commenti: