sabato 16 luglio 2011

"Papà? andiamo al solito rifugio?"


Matilde è contenta perché stiamo andando "al solito rifugio", come dice lei. Il rifugio è il Di brazzà, all'Altopiano del Montasio, dove siamo stati un mese fa, ma per lei è già una bella abitudine. Il gruppo degli escursionisti è composto dai miei, mio fratello Max, Liz, la piccola Manu e dagli amici Andrea e Barbara. Dopo il tradizionale cappuccino a "Carnia" procediamo verso Sella Nevea lentamente per non far pesare i tornanti sullo stomaco delle piccole che stanno assieme felici e contente nella nostra automobile. Verso le 10.30 lasciamo le macchine e proseguiamo a piedi. Le piccole, incoraggiandosi reciprocamente, camminano allegre e soddisfano la loro magnifica curiosità raccogliendo sassi, foglie, rami e ogni altro oggetto che la natura offre generosamente loro. Il cartello che indica i 20 minuti per il rifugio deve essere stato sostituito di recente, l'altra volta, infatti, indicava solo 10 minuti. Matilde, attratta dallo zaino portabimbi che porto sulle spalle dice di essere stanca, ma con trucchi, racconti e altri sotterfugi, riusciamo a farla camminare fino al rifugio. Prima di arrivare, però, ci allontaniamo dal sentiero, assieme allo zio Max e a Manu, per vedere una marmotta che anche le bimbe riescono a scorgere. In breve, accompagnati da centinaia di farfalline azzurre, arriviamo al rifugio dove ingolositi, nonostante siamo già attrezzati per il pranzo, ordiniamo una squisita ministra orzo e fagioli, fatta con erbette del posto, frico e polenta. Dopo aver mangiato scendiamo a vedere le mucche da vicino, riuscendo ad accarezzane una che cerca di leccarci con la sua lunghissima lingua: Matilde ne è in parte affascinata e in larga parte schifata! Raggiunta la malga con annesso negozio, ci riforniamo di formaggi dopo gli assaggi offerti dal neoziante. Le piccole continuano a giocare saltando di qua e di là di un recinto che le divide dalle mucche al pascolo. Con loro un bimbo di un anno più grande, che il suo papà ha già portato a camminare fino al Lambertenghi. Colgo subito l'occasione per farmi dare ogni tipo di suggerimento per far diventare Matilde una camminatrice. Dopo una poco frugale pausa, oggi non ci siamo proprio stancati, scendiamo verso il parcheggio. Prima di arrivare facciamo arrampicare le bimbe su due massi. Matilde si diverte moltissimo, cerca le prese e spinge sui piedi fino alla piccola cima, sempre ben protetta dal suo papà. "Ancora papà" ripete e ancora io la faccio salire su massi diversi: le sue prime "vie" naturali. Arrivati al parcheggio ci salutiamo e scendiamo verso valle. La piccola si addormenta quasi subito e dopo una pausa a Chiusaforte per bere dalla sorgente, chicchierando, senza le richieste di attenzione di Mati, scendiamo dolcemente verso casa.

GALLERIA FOTOGRAFICA

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho faticato poco e questo ha fatto di questa gita una ran gita!!! Ho mangiato bene,ho respirato aria sana, ho preso un pò di sole e mi va persino di tornarci! Stupito??? i <3 u

marco aka cidulis ha detto...

Stupito? direi incredulo amore mio... : )
Ma non ti preoccupare ti ci riporterò presto!